Società Benefit e governance sostenibile: responsabilità e innovazione come vantaggio competitivo

Le Società Benefit, create nel 2010 e introdotte in Italia a partire dal 2016, nascono da un’idea semplice: l’impresa non è più solo un motore economico, ma un vero e proprio attore che influenza persone, territori e ambiente. Inserire il cosiddetto “beneficio comune” nello statuto non è un semplice esercizio di stile, è una presa di posizione: significa dichiarare che la performance non si misura solo in margini e fatturato, ma anche nella qualità dell’impatto generato.

La governance sostenibile cambia il modo di fare impresa

Dati alla mano, le ricerche nazionali condotte negli ultimi anni mostrano come il modello Benefit abbia portato a un’evoluzione concreta della governance. Le imprese che adottano questo approccio integrano obiettivi sociali e ambientali nei processi decisionali, rendicontano gli impatti e introducono metriche più rigorose. Ecco dunque come la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025 può essere un utile strumento per dimostrare come un forte orientamento alla sostenibilità e investimenti crescenti in iniziative sociali e ambientali possano creare valore, innovazione e vantaggio competitivo.

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    Guardando proprio ai dati di questa ricerca, uno degli aspetti più interessanti riguarda la performance economica. Le Società Benefit infatti hanno registrato una crescita del fatturato del +26% tra il 2021 e il 2023, contro il +15,4% delle imprese non-Benefit nello stesso periodo. Non è un dettaglio: indica invece che integrare obiettivi di beneficio comune non penalizza la competitività, anzi la rafforza!

    Coinvolgere gli stakeholder per generare impatto reale

    Le aziende che hanno scelto di diventare Società Benefit raccontano un cambiamento culturale prima ancora che organizzativo. Coinvolgere dipendenti, fornitori e comunità nella definizione degli obiettivi di beneficio comune (e rendicontarli efficacemente) porta a una maggiore coerenza interna e a un miglioramento della reputazione esterna. Le ricerche confermano che questo approccio genera un rapporto più solido con gli stakeholder e una maggiore resilienza nei momenti di incertezza.

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    Benefici diretti e indiretti anche sui dipendenti

    Se i vantaggi osservati relativi a stakeholder e valore generato sono evidenti, anche quelli sulle aspettative e la soddisfazione del personale non sono da meno. Sempre secondo i dati emersi dalla ricerca infatti, il 59% dei dipendenti delle Società Benefit dichiara un maggior senso di appartenenza rispetto ai dipendenti delle non-Benefit coinvolti nell’indagine. Inoltre, tra i benefici percepiti da chi lavora all’interno di queste realtà, risulta particolarmente rilevante il 48% che dichiara di sperimentare un miglioramento della qualità dell’ambiente lavorativo e il 43% che ritiene un benefico il poter partecipare a progetti ambientali e sociali.

    Crescita misurabile e verificabile, non narrativa

    Infine, è bene ricordare come un tratto distintivo delle Società Benefit sia strettamente legato alla misurazione degli impatti. Non si tratta di comunicazione, ma di accountability: indicatori, report, verifiche periodiche. Questo approccio metodico – applicato anche in GECO in quanto Società Benefit – permette di migliorare nel tempo e di trasformare la sostenibilità in un asset strategico. Ecco quindi come le analisi più recenti mostrano quanto le imprese Benefit siamo più dinamiche, più innovative e più orientate alla crescita rispetto alle loro controparti tradizionali.